Eleonora
Non scorderò mai più le tue parole
che hanno stroncato
il sogno di una estate
ed ogni volta
che ancor camminerò per quella spiaggia
mi rammenterò
quel tuo bellissimo viso
e i tuoi capelli neri
e quei tuoi occhi scuri
che non hanno voluto più vedermi.
Si sono ridestate dentro me
oscure trame di paura
ed il disagio
di chi ha la vita stretta tra gli affanni.
Frammenti di ricordi di una estate,
ritornano al presente
ed ancora mi sembra di cercarti
in riva al mare
di questa mia vita che mi ha dato
tra quello che non avrei mai voluto
la sola cosa che non serve a niente.
Uno strato di nubi
e non il cielo azzurro e il sole caldo,
al posto dei bambini
e delle loro corse allegre,
del vociare lieto e tranquillo
della gente felice sotto il sole,
non altro che nebbia posso vedere
in questa domenica
d’inverno, mentre cammino ancora
per la mia spiaggia
dove è caduto il filo del mio sogno.
Forse ti vorrei incontrare,
ma è a dir poco certo che non ci sarai
più avanti oltre la nebbia
di questi miei giorni ancor grigi e incerti,
che tu hai visto segnati sul mio volto
e che non hai gradito.
Chissà se è solo questo.
Ed io continuo a domandarmi
se dietro alla mia vita spenta
ci sia ancora un po’ di fuoco,
io, che per spezzare il nero di miei
giorni, ho dovuto distruggere
me stesso e poi sperare
di rinascere per potere
vivere ancora.
Mentre lascio la spiaggia
per ritornare a casa
sono con il tramonto e l’amarezza
perché ancora una volta hanno prevalso
la malinconia e il mio cuore stanco
e non hai saputo che fartene
del mio amore triste, ma dietro
agli occhi tuoi
tra quel profumo e il rumore del mare,
ancora le immagini di chi un giorno
ha visto che la vita può esser male.
Forse è proprio perché hai capito
che tristezza e tristezza non son bene
che mi hai pregato di andar via,
ma non credo che tu possa capire
come quel giorno
mi sian sembrati distrutti
le attese, le promesse, le speranze
e i sogni di una vita.
Forse avrei dovuto parlarti
di amicizia, ma un fiore è l’amicizia,
fiore fragile, delicato e raro,
ho creduto per anni di sentirne
il profumo, me l’avevano detto,
ma erano solo odori
di vite artificiali.
E’ un fiore che non cresce nei giardini,
sboccia, s’apre e sfiorisce,
non si può raccogliere, appassirebbe,
mai trapiantarlo, seccherebbe subito,
inutile interrare
i semi dei suoi frutti,
mai spunterebbe un nuovo fiore,
nemmeno si posson toccare
esili i suoi petali,
subito svanirebbero nel vento.
Corre la gente e lo calpesta
e lo distrugge.
Chissà sotto quale cielo limpido
e azzurro riesce a sbocciare e crescere.